TOP - POP
Ci sono culture e culture. La cultura scolastica ci insegna a scegliere alternativamente tra econlaccento e esenzaccento. Tra aconlacca e asenzacca. La cultura scientifica ci insegna la differenza che corre tra un bisonte e un’orchidea. La cultura letteraria ci insegna ad amare Proust e a disdegnare Moccia. La cultura classica ci insegna a districarci con l’etimologia, i suffissi e i prefissi. Ma solo la cultura pop insegna a noi donne come soffrire. A tutte quelle che credono che la sofferenza non abbia bisogno di un’estetica dico solo: adeguatevi, informatevi, istruitevi. A tutte le altre che hanno capito che i calzettoni mosci e l’accappatoio di Brenda Walsh rappresentano un segnale fatico, una cornice entro cui manifestare la sofferenza, io propongo la mia personale top-pop-iconografia del dolore.
In principio fu Julia Roberts, che nelle vesti di battona dal cuore d’oro mi insegnò a lacrimare come un vitello senza far colare il mascara. Poi venne quell’alchimista di Brooke Logan che sapeva miscelare tradimento e pentimento come nessuna prima di lei. Dopo la bionda di Beautiful, fu il turno della suadente voce di Mina che mi mise a parte del mantra della donna ferita ma con tanta tanta dignità: “Siccome è facile incontrarsi anche in una grande città, ti prego di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu…”. Un posto particolare nel mio cuore e nella mia hit ha Carrie Bradshow, l’eroina tutta sesso e città, che mi ha istruita sull’espressione da tenere per manifestare al meglio il senso di colpa per un coito frettolosamente consumato con l’uomo che mai e poi mai sarà nostro. Ultima ma non ultima è
Lontano dal voler essere un messaggio di speranza quanto sopra deve fungere da memento. Anche se credete che la vostra sofferenza sia la più grande, la più inconsolabile, la più atroce, non pensiate di poter fare di testa vostra. C’è già chi quel tormento l’ha affrontato e malauguratamente mentre l’affrontava era decisamente, più pettinata, meno lucida nella zona T, con meno pancia e più tette: insomma era indubbiamente più fica di tutte noi messe insieme!


