Esterno notte, interno: pure
Ieri sera guardando Matrix s'aveva l'impressione di stare in un teatro torinese di fine ottocento: Scajola e Di Pietro inquadrati di 3/4 se ne stavano lì a scambiarsi vicendevoli cortesie da damine gianduiotte. Del docu-film-inchiesta-molotv-denuncia-accusa-illazione-guano di piccione-piume di gabbiano-cacca di cavallo-cipeciop-mimìecocò di Deaglio non gliene fregava un cazzo a nessuno, forse un pochino a Mentana. Ma pure lui alla fine s'è lasciato trascinare dall'allegra compagnia. C'è chi giura di aver visto la combriccola qualche ora dopo le riprese in un'osteria romana a bere dalla fiaschetta cantando dammelaamebiondinadammelaamebiondà.
Su Raiuno intanto Cristina D'Avena decideva di reinventarsi come icona sexy: vestitino da Lady Marmalade, labbro sapientemente morsicchiato, ancheggiamenti vari: d'ora in poi nessuno di noi potrà guardare i puffi senza avvertire un brivido dentro.

